Diversità in verticale
La straordinaria diversità di specie e habitat degli ambienti montani nasce dalla varietà delle caratteristiche fisiche, topografiche e climatiche di questi ambienti. Gli habitat cambiano profondamente con l’altitudine e alle quote maggiori possono ospitare organismi capaci di resistere a condizioni estreme.
Lago Dres (2087 m slm), Parco Nazionale Gran Paradiso
Nicola Destefano | Diritti riservatiA determinare questa grande diversità di paesaggi, habitat e organismi sono sia la dimensione verticale sia la separazione tra le valli, che insieme contribuiscono a creare un’importante varietà di microclimi.
Laghetto nella tundra norvegese (700 m slm)
Nicola Destefano | Diritti riservatiIl gradiente altitudinale montano ricorda quello latitudinale. Salire di 1.000 metri di quota su una montagna alpina corrisponde a spostarsi all’incirca di 1.000 km verso nord. Per trovare un ambiente simile a quello delle Alpi dobbiamo spostarci allora nel nord dell’Europa, ad esempio in Scandinavia oppure verso il Mare del Nord.
Alpi italiane
TP71 | Diritti riservati | Adobe StockLe Alpi rappresentano la più alta e più estesa catena montuosa d’Europa e, negli oltre 1.200 chilometri di lunghezza, ospitano una grande diversità di ambienti ed ecosistemi.
La verticalità
Uno splendido esempio di diversità degli ecosistemi montani è offerto dalle montagne del Parco Nazionale Gran Paradiso, situato nella parte nord-occidentale dell’arco alpino italiano.
Parco Nazionale Gran Paradiso: la storia e le nuove sfide
Bruno Bassano (Parco Nazionale Gran Paradiso) racconta che il Parco Nazionale Gran Paradiso trae le sue origini dalla Riserva Reale di caccia di Casa Savoia e che il Gran Paradiso è stato il primo Parco Nazionale d'Italia.
Ci dice che l'importanza del Parco Nazionale Gran Paradiso sta nella possibilità di limitare fortemente l'attività antropica in una porzione rilevante di territorio, che in questo modo evolve in condizioni naturali.
Ci parla dell’opera di conservazione della popolazione originaria dello stambecco, e riferisce che le principali minacce a questa specie e più in generale a tutta l’area protetta sono legate da una parte ai cambiamenti climatici e dall'altra all'impatto del turismo. Ma se i flussi turistici possono essere gestiti in modo sostenibile, i cambiamenti climatici sono quelli che oggi preoccupano di più.
Valle dell’Orco, Gran Paradiso
Diritti riservati | Adobe StockSuperate le quercete e faggete presenti sotto i 1.000 metri, salendo si attraversano i boschi di conifere, fino a raggiungere le praterie d'alta quota, i ghiacciai e le cime innevate.
In queste terre montane, valli di origine fluviale o glaciale sono solcate da fiumi e torrenti e ospitano, specialmente alle quote più elevate, grandi e piccoli laghi alpini, generalmente di origine glaciale.
Faggi in Val Soana, Parco Nazionale Gran Paradiso.
Le variazioni di temperatura giocano un ruolo essenziale nel plasmare gli habitat montani. La temperatura media varia rapidamente con l'altitudine, diminuendo di circa 0,6 °C ogni 100 metri.
Piani del Nivolet, Parco Nazionale Gran Paradiso
Silvia Giamberini | Diritti riservatiSalendo di quota, si raggiunge l’isoterma che viene definita dello “zero termico”, cioè l'altitudine alla quale la temperatura non sale oltre gli 0 °C. Naturalmente, la quota dello zero termico varia in funzione delle stagioni e della latitudine.
Le popolazioni vegetali e animali che vivono alle quote più alte hanno sviluppato specifici adattamenti che consentono loro di tollerare le basse temperature e di superare le difficoltà dell’ambiente alpino.
Ermellino in estate
Sentinelle d’alta quota
Le montagne ospitano una sorprendente varietà di ambienti, con colori e forme che cambiano con l'altitudine.
Sono ambienti popolati da organismi diversi, adattati per sopravvivere alle condizioni difficili delle alte quote.
Con il sopraggiungere dell’inverno e della neve, la livrea di animali come l’ermellino, la pernice bianca e la lepre variabile diventa di un bianco candido, permettendo loro di sfuggire meglio alla vista e agli attacchi dei predatori. Ma oggi, con la neve sempre meno abbondante, la livrea bianca li rende purtroppo ancora più visibili e mette a rischio la loro sopravvivenza.
La diversità nel Parco Nazionale Gran Paradiso
Silene acaulis, Parco Nazionale Gran Paradiso
Nicola Destefano | Diritti riservatiL’adattamento alla vita in verticale e alle alte quote accomuna numerose specie animali e vegetali. Pensiamo ad esempio a camosci e stambecchi, in grado di arrampicarsi agilmente sulle pareti rocciose.
Stambecco alpino, Gran Paradiso
Verticale è anche la dimensione nella quale avvengono gli spostamenti stagionali degli animali, in funzione della disponibilità di cibo e della temperatura, e a cui si accompagnano le attività umane come la pastorizia e le pratiche sportive.
Pecore al pascolo
Ghiacciaio Gran Paradiso
Diritti riservati | Adobe StockVerticale è la dimensione in cui osserviamo maggiormente gli effetti dei cambiamenti climatici, il cui segno evidente è il forte ritiro dei ghiacciai su tutto l'arco alpino.
In montagna, le temperature si stanno innalzando inducendo una cascata di effetti sugli ecosistemi.
Parnassius apollo
Molte sono le specie montane che risentono di questi rapidi cambiamenti. Dalle comunità di piccoli e grandi organismi che vivono sul fronte dei ghiacciai, agli insetti, uccelli e mammiferi di praterie e foreste, fino alle comunità che popolano laghi e corsi d’acqua.
Fringuello alpino
Stambecco maschio
Nicola Destefano | Diritti riservatiL’aumento delle temperature induce lo spostamento verso l’alto di molte specie animali e vegetali. Questo può indurre l’estinzione locale di alcune specie endemiche, causando la progressiva frammentazione e scomparsa dei loro habitat naturali. Una speranza è che la grande variabilità microclimatica delle zone di alta quota permetta almeno ad alcune specie di trovare una nuova collocazione non troppo distante dal loro areale originario.
Per questo motivo, gli ecosistemi alpini e i territori del Parco Nazionale Gran Paradiso rappresentano oggi un prezioso laboratorio a cielo aperto per attività di ricerca scientifica sulla biodiversità e sugli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi montani.
Gomphocerus sibiricus
Monitorare la biodiversità in montagna
Ramona Viterbi (Parco Nazionale del Gran Paradiso) racconta che in montagna il gradiente altitudinale permette che in uno spazio relativamente ridotto si possano avvicendare ambienti anche molto diversi, portando ad un alto grado di biodiversità.
Riferisce che per monitorare la biodiversità occorre focalizzarsi su indicatori di gruppi tassonomici in grado di rispondere alle variazioni climatiche e ambientali.
Cita il progetto intrapreso dal Parco Nazionale Gran Paradiso, iniziato nel 2006, per monitorare la biodiversità. Questo progetto oggi è stato esteso ad altre sei aree protette dell’arco alpino.
Pone l’attenzione sugli elementi che minacciano la biodiversità: l'impatto antropico e il cambiamento climatico.